Progetto Legalità

 

PROGETTO DI EDUCAZIONE ALLA LEGALITA’

 

PREMESSA

 

Esiste una elevata correlazione tra comportamenti antisociali e l’uso di sostanze stupefacenti.      

Nella maggior parte degli  utenti con disturbo da uso di sostanze anche quando è assente un disturbo di personalità antisociale conclamato, frequentemente sono presenti tratti di personalità antisociale e/o tratti del disturbo narcisistico - borderline di personalità.

Questi tratti generalmente si manifestano attraverso la difficoltà a controllare gli impulsi, la messa in atto di uno stile relazionale in cui l’altro è un oggetto da usare per il soddisfacimento dei propri bisogni e desideri piuttosto che fondato sul legame affettivo ed infine con  la presenza di un Io grandioso collegato ad una carenza nello sviluppo del Super Io e di empatia.

Queste persone non avendo potuto introiettare “la norma” e il senso di colpa hanno generalmente una modalità strumentale ed egocentrica di legarsi agli altri, essi non provano rimorso e sensi di colpa in relazione agli effetti delle proprie azioni lesive sugli altri, anzi mettono in atto meccanismi di difesa primitivi quali il diniego, la scissione, la proiezione e la svalutazione dei propri comportamenti egosintonici, antisociali o devianti.

Essi spesso provano un risentimento rabbioso verso un mondo che non è conforme ai propri desideri provocando in loro agiti distruttivi e autodistruttivi.

Nonostante che all’interno dei nostri Servizi,  attraverso colloqui, gruppi, regole legate alla quotidianità ecc., vengano trattate tematiche inerenti comportamenti, impulsi e pensieri antisociali e delinquenziali, si ritiene necessario proporre uno strumento ad hoc rivolto agli utenti che svolgono il percorso terapeutico in un contesto di pena alternativa al carcere (affidamento in prova, arresto domiciliare).

Non si può trascurare il fatto che per la maggior parte di essi la sanzione penale e la carcerazione può costituire la principale motivazione quantomeno per poter cominciare il percorso terapeutico, tuttavia l’accettazione iniziale della messa alla prova a volte solo formale ha successo in quanto il percorso intrapreso, gradualmente nel tempo, finisce per provocare un positivo cambiamento anche al di là della previsione ed intenzione iniziale, inducendo a modificare il modo di rapportarsi alle norme e di relazionarsi con gli altri.

 

 

I BISOGNI

 

Parallelamente agli strumenti terapeutici utilizzati nel trattamento residenziale del CeiS si vuole proporre l’attivazione di un gruppo psicoeducativo  di educazione alle legalità rivolto agli utenti che sono stati inviati dall’Autorità Giudiziaria in regime di affidamento in prova, agli arresti domiciliari oppure che sono in attesa di processo.

Attraverso questo gruppo si vuole:

  • incrementare il livello di motivazione ad intraprendere un processo di cambiamento spontaneo e autentico;
  • ridurre la possibilità che si formi un sottogruppo di utenti con al proprio interno regole, atteggiamenti, forme di comunicazione e relazioni  che si rifanno all’ambiente antisociale e delinquenziale frequentato precedentemente o al contesto carcerario;
  • sviluppare una maggiore consapevolezza rispetto ai propri comportamenti devianti e ai reati commessi;
  • stimolare l’acquisizione di competenze diverse nel rapporto con gli altri, la proprietà, le regole, la legge e le istituzioni;
    • rinforzare il senso di responsabilità e il desiderio di riscatto.

Il progetto nasce anche come risposta alle sollecitazioni ricevute da parte dell’equipe carcere e dell’Assistente Sociale dell’UEPE affinché all’invio degli utenti da parte dell’autorità giudiziaria possa seguire, parallelamente al trattamento per il disturbo da uso di sostanze, un lavoro educativo utile a mettere in primo piano la loro posizione legale in corso e alla remissione e prevenzione di futuri comportamenti illegali e antisociali.

GRUPPO PSICOEDUCATIVO DI EDUCAZIONE ALLA LEGALITA’ 

TARGET UTENZA

 

Il gruppo sarà composto dagli utenti in affidamento, agli arresti domiciliari o in attesa di giudizio già in percorso presso il  Servizio Residenziale di Campocroce, il Servizio Semi-residenziale e il CPF.

Saranno le due rispettive equipe a segnalare e inviare al gruppo gli utenti con le caratteristiche sopra indicate.

 

 

OBIETTIVI, STRUMENTI E METODOLOGIA

 

Sarà un gruppo aperto nel senso che si prevede l’entrata in itinere di nuovi utenti e l’uscita degli utenti che avranno terminato il percorso terapeutico residenziale o semi residenziale.

Si prevede un numero massimo di 12 utenti e un minimo di 3, qualora il numero di utenti dovesse essere maggiore verranno formati due gruppi paralleli.

Il luogo individuato per l’attività è il Servizio di Campocroce, l’orario sarà nella fascia preserale in modo tale di consentire la partecipazione agli utenti impegnati nel reinserimento lavorativo (tirocinio, lavoro esterno).

La frequenza avrà una cadenza bimensile ed avrà la durata di due ore .

Nei primi incontri si darà maggior spazio alla presentazione, formazione e coesione del gruppo e avrà la specificità di essere preparatorio e propedeutico per la seconda fase.

 

 

Contenuti:

A partire dall’esperienza personale di ciascun utente si cercherà di affrontare e approfondire alcune tematiche riguardanti le regole, le leggi, la giustizia, le responsabilità, la proprietà, il limite, l’omertà, il conflitto, il pregiudizio, la dignità, il crear danno, il senso di colpa, la vergogna, il rimorso ecc.

 

Obiettivi:

  • Sviluppare il senso di cittadinanza, di giustizia e il rispetto delle leggi.
  • Creare un collegamento tra  le conseguenze delle proprie azioni antisociali e i sentimenti altrui.
  • Fornire strumenti per comprendere il disvalore delle azioni poste in essere stimolando e rinforzando il desiderio di riparare alle conseguenze del comportamento illegale.
  • Rinforzare la consapevolezza rispetto alla correlazione tra uso di sostanze e i propri comportamenti devianti.
  • Favorire l’accettazione delle sanzioni in un ottica di assunzione di responsabilità e desiderio di riparazione.
  • Fornire strumenti per comprendere che i vincoli e le regole non sono limitazioni a sé e alla propria realizzazione in una prospettiva individualistica ed onnipotente ma condizione all’interno delle quali si esprime l’individualità.
  • Promuovere comportamenti prosociali, cioè sviluppare il desiderio di riscatto attraverso l’acquisizione di competenze sociali ed affettive e di un pensiero riflessivo che vada a sostituire l’agito impulsivo.
  • Stimolare e rinforzare la capacità di percepire il punto di vista, i vissuti e le emozioni dell’altro e la capacità di mettersi nei panni altrui senza perdere i propri.
  • Conoscenza e approfondimento di tematiche specifiche inerenti la legalità, il rispetto delle regole, la convivenza civile.
  • Fornire strategie diverse per la soluzione dei problemi e dei conflitti

 

Metodologia e strumenti:

Poiché un processo di cambiamento deve basarsi sul coinvolgimento attivo,  sull’utilizzo delle potenzialità individuali, sul tentativo di problematizzare e ricercare collegamenti tra tematiche trattate ed esperienza personale gli utenti saranno stimolati a potersi mettere in discussione e ripensare ai propri valori e al rapporto con il prossimo e l’ambiente.

Il progetto si svilupperà in due fasi:

 

Prima fase

presentazione del progetto (obiettivi, strumenti, regole);

presentazione degli utenti: ciascun utente presenta la propria storia personale rileggendo l’evoluzione dei propri comportamenti antisociali e devianti ed eventualmente correlando l’assunzione di sostanze ai reati commessi;

presentazione della propria posizione legale e delle proprie prescrizioni condividendo col gruppo i motivi che lo hanno portato a chiedere la pena alternativa al carcere.

 

Seconda fase

Sviluppo e rinforzo della consapevolezza rispetto a comportamenti devianti, antisociali e illegali, la promozione e il rinforzo di nuove competenze prosociali e di risposte diverse al conflitto e alla frustrazione attraverso l’uso dei seguenti strumenti:

 

  • confronto e condivisione di esperienze personali;
  • approfondimento di tematiche specifiche;
  • role playng;
  • esercizi di problem- solving;
  • visione di film o documentari e dibattito;
  • incontri con operatori esterni;
  • strumenti di verifica del cambiamento;

 

Verranno proposti alcuni giochi psicoeducativi e  di ruolo già sperimentati in altri contesti alcuni dei quali sono tratti dal testo: S. Manes “83 giochi psicologici per la conduzione dei gruppi” Franco Angeli editore

Potranno essere organizzati incontri con operatori esterni (forze dell’ordine e o delle istituzioni) con l’obiettivo di stimolare nell’utente la capacità di vedere i propri comportamenti dalla prospettiva di “chi sta dall’altra parte” , perciò questi incontri non avranno carattere informativo ma di scambio di esperienze attraverso un approccio empatico il cui scopo è il superamento della percezione del nemico da cui difendersi rinforzando la consapevolezza che dietro un intervento coercitivo e di repressione possa esserci un intervento di aiuto.

Verrà proposta la visione di alcuni film con l’obiettivo di stimolare la discussione e il confronto rispetto alla legalità, in questi casi la durata del gruppo potrà superare le due ore per lasciare spazio al dibattito dopo la visione.

Come strumento di verifica su conoscenze e competenze acquisite verranno utilizzati in itinere tre strumenti tratti da F. Croci, I. Biemmi, T. N. Ducci (2010) “Giocando con l’onestà” Franco Angeli editore:

Il gioco delle carte oneste

Si tratta di un’esercitazione che mette in discussione i partecipanti in merito a cosa ritengono essere onesto e cosa disonesto per rileggere criticamente i sistemi valoriali sui quali poggiano i propri comportamenti.

Il cruciverba della legalità

Questo gioco enigmistico è utilizzato come strumento di autovalutazione che come percorso didattico per lo sviluppo di conoscenze e approfondimento di tematiche specifiche.

Fatti non foste per vivere come bruti

Si tratta di una batteria di domande alle quali rispondere su temi come la costituzione, le leggi, l’ordinamento dello Stato, il lavoro, norme stradali, ecc con l’obiettivo di sottoporre ad un auto-verifica il livello di conoscenze acquisite.

 

 

Risorse:

Uno psicologo-psicoterapeuta e un educatore.

I contenuti verranno affrontati sia in un ottica psicologica che educativa per questa ragione si rende necessaria la conduzione del gruppo da parte di uno psicologo e di un educatore i quali si alterneranno o saranno presenti entrambi in base ai contenuti affrontati di volta in volta.

E’ auspicabile che i due conduttori vengano individuati all’interno di entrambi i Servizi Residenziali, ciò potrebbe agevolare lo scambio di informazioni e le restituzioni tra gli operatori che conducono il gruppo e le equipe.