Progetto Maia

 

PROGETTO “MAIA”

PREMESSA

La presa in carico di utenza femminile inserita presso i nostri percorsi (Servizio Residenziale di Campocroce di Mogliano V. e Pronta Accoglienza di Treviso) ha stimolato la nascita di un gruppo di lavoro interno specifico che permettesse di capitalizzare l’esperienza acquisita e produrre proposte operative finalizzate ad un miglioramento degli strumenti messi a disposizione delle persone e dei Servizi.

E’ all’interno di questo serbatoio di competenze che è andata maturando la consapevolezza della complessità della presa in carico di questa utenza e della importanza di attivare una proposta riabilitativa specifica.

FINALITA’

Avviare un servizio specialistico (tipo “C”) per utenza femminile con dipendenza patologica multiproblematica che preveda un lavoro integrato con i servizi territoriali (Ser.D., Servizi Sociali, Consultorio ecc.) e risponda coerentemente ai criteri previsti dall’Accreditamento Regionale.

OBIETTIVI

Fornire un percorso riabilitativo che consenta il raggiungimento di un sufficiente livello di autonomia psico-sociale attraverso il superamento delle problematiche specifiche dell’utenza femminile multiproblematica e il potenziamento delle risorse individuali e delle reti connesse.

AREE  DI INTERVENTO

Partendo dall’esperienza acquisita  nei trattamenti già strutturati e dalle competenze specifiche sviluppate attraverso l’esperienza del “Progetto Donna” di Campocroce, si sono definite le seguenti aree di intervento:

  • Area medico-sanitaria:

L’uso di sostanze, gli stili di vita adottati e le “strategie” a cui le utenti fanno ricorso per poter affrontare i vari contesti della tossicodipendenza, espongono il corpo a situazioni medico/sanitarie spesso minate, fra le altre, da patologie virali e complicazioni ginecologiche. Diviene importante strutturare un intervento che favorisca una migliore capacità di prevenire e prendersi cura della propria condizione medico-sanitaria, attraverso interventi integrati (educativi e psicologici) che sviluppino abitudini di cura e rispetto della propria salute;

  • Area della cura di sé:

L’immagine corporea come specchio della relazione con sé. Le donne con complessità tossicomanica, risultano in particolare difficoltà sul versante della cura di sé. E’ quindi di notevole importanza, sostenere e stimolare l’utenza in un percorso di miglioramento dell’attenzione verso il proprio corpo e immagine sociale, per rinforzare l’autostima e comunicarsi/comunicare l’avvio di un processo di cambiamento;

  • Area psicologica:

Si rilevano un numero significativo di utenti caratterizzate da difficoltà di espressione della sofferenza, per carenza di una dimensione introspettiva; un profondo senso di disvalore, una scarsa autostima e una pronunciata distanza tra sé percepito e sé ideale; problematiche di definizione dell’identità di genere e dell’orientamento sessuale; la risposta al disagio interno avviene prevalentemente attraverso agiti e/o fughe in idealizzazioni.

Il corpo è spesso percepito come staccato da sé, usato come un oggetto, ostentato, prostituito, attaccato. Il corpo come veicolo di una richiesta di attenzioni che esprime il bisogno di essere amate e accudite. E’ un mezzo per attirare e tenere l’altro vicino; il piacere del corpo non è vissuto ma rappresentato, teatralizzato per mantenere il legame di dipendenza.

Alla luce di ciò l’intervento in questa area diventa rilevante per ricostituire una identità psicologica e corporea che permetta la ripresa di un percorso evolutivo, lo sviluppo di una sufficiente fiducia nelle proprie risorse e capacità per la costruzione  o il consolidamento di una maggiore autonomia.

Metodologicamente si ritiene significativo avviare un processo di consapevolizzazione e rielaborazione delle convinzioni disfunzionali che riguardano sé/gli altri/il mondo e che sono alla base delle condotte problematiche. In tal modo si auspica di riuscire ad incidere anche sul livello motivazionale che pare spesso subordinato alle scelte di vita dei loro partner.

  • Area relazionale e sociale:

L’intervento riabilitativo, sia attraverso la residenzialità che attraverso le attività esperenziali esterne , vuole stimolare un miglioramento degli stili e delle capacità di convivenza, apportando contributi costruttivi alla strutturazione del tempo e permettendo la sperimentazione con gruppi aggregativi e ricreativi del territorio, il mantenimento di relazioni sociali appaganti e costruttive.

  • Area familiare:

Attraverso l’osservazione e la valutazione condivisa delle dinamiche e dei legami familiari, lì dove necessario anche coinvolgendo i servizi del territorio (consultorio, Servizi Sociali), si accompagna l’utente alla massimizzazione delle risorse disponibili con lo scopo di sostenerla nella risoluzione di quelle problematiche che sembrano così rilevanti nel mantenimento della scelta tossicomanica.

Nel rapporto con la famiglia attuale inoltre, se presenti, si cerca di facilitare la relazione con i figli e la gestione partecipata con i partner delle responsabilità genitoriali.

  • Area professionale:

Nell’utenza femminile viene generalmente rilevato uno maggiore livello di scolarizzazione e la presenza di risorse lavorative che tuttavia paiono non trovare adeguata valorizzazione. E’ quindi di particolare interesse sostenere l’utenza nella consapevolizzazione delle competenze professionali presenti, nella focalizzazione di attitudini e opportunità, attivando dove possibile percorsi di formazione e/o dando la possibilità di avviare percorsi professionali e occupazionali personalizzati.

  • Area economica:

Parte integrante del percorso risiede nel sostegno dell’utenza all’acquisizione di un rapporto più funzionale con la dimensione economica, attraverso un miglioramento nella capacità di valutazione, gestione e valorizzazione delle risorse monetarie disponibili.

FASI

La presa in carico nel percorso riabilitativo proposto è organizzata secondo fasi che, pur nella esplicita e necessaria personalizzazione dei percorsi, permettano la costruzione di un progetto terapeutico coerente con gli strumenti messi a disposizione della persona.

  1. FASE DI VALUTAZIONE

Scopo di questa fase è la conoscenza dell’utente, la valutazione del funzionamento, la raccolta dei bisogni e delle informazioni  utili alla definizione di un’ipotesi di trattamento.

E’ un processo che prevede quindi:

1- la valutazione dello stato tossicologico e sanitario, della condizione socio-ambientale e legale, la definizione dello stato di dipendenza, il livello di gravità complessiva e la motivazione al trattamento;

2- la descrizione della personalità dell’utente e del suo funzionamento, la rilevazione di eventuali disturbi psichiatrici. La diagnosi multidimensionale prevede l’utilizzo di strumenti psicodiagnostici standardizzati, quali l’A.S.I, il CBA-VE , la valutazione della motivazione al trattamento secondo il modello di Prochaska e Di Clemente, l’intervista semi-strutturata elaborata specificatamente dal centro per la raccolta dati anamnestici, l’osservazione dei comportamenti nelle diverse aree.

Nel caso di inserimenti diretti da altre strutture pubbliche o private, tale valutazione sarà affrontata dall’utente direttamente presso il Centro Polifunzionale. Altrimenti, verrà effettuata c/o le strutture CEIS di provenienza.

Durata: indicativamente, 1-2 mesi.

  1. FASE DI INSERIMENTO NEL SERVIZIO RESIDENZIALE

 Questa fase è finalizzata all’adattamento dell’utente alla struttura e alla costruzione di relazioni funzionali con le altre ospiti e gli operatori. Contemporaneamente avviene una verifica delle ipotesi trattamentali condivise con i servizi coinvolti.

Durata: indicativamente, 1 mese

  1. FASE DI TRATTAMENTO

Alla luce delle ipotesi formulate in fase di valutazione e degli elementi trattamentali costruiti nella fase d’inserimento, si sviluppano gli interventi specifici per le diverse aree problematiche a livello educativo e psicologico.

In relazione  allo sviluppo dell’autonomia  sociale si attuano interventi  a partire dalla verifica della capacità relazionali all’interno della casa, di focalizzazione degli interessi dell’utente, di preparazione e accompagnamento presso opportunità associative del territorio. Scopo principale in questa ambito è la scoperta  di poter fruire di relazioni e occasioni nel tempo libero diversamente gratificanti.

In ambito lavorativo con l’utente, attraverso l’esperienza del tirocinio lavorativo, si definisce una valutazione delle capacità lavorative e delle competenze professionali  per orientare la persona verso specifici percorsi formativi o/e esperienze occupazionali protette quando non possibile una ricerca lavorativa mirata.

Il lavoro di psicoterapia, in gruppo o individuale, è considerato parte integrante del trattamento (a meno di valutazioni condivise fra servizi diverse) ed è volto a sostenere la persona ad elaborare modalità esistenziali più efficaci nelle dimensioni “comportamenti”- “relazioni” – “funzionamento intrapsichico”.

Durata: indicativamente, 9-10 mesi.

  1. FASE FINALE  DEL PERCORSO RESIDENZIALE

Attraverso l’osservazione e la riflessione sui percorsi delle ospiti dei percorsi CEIS, è emersa come significativa la difficoltà per alcune utenti di elaborare positivamente la separazione dalla struttura e la tendenza a rispondere con acting-out e comportamenti regressivi ai passaggi di maggior autonomizzazione.

In queste utenti spesso si incontrano storie personali di difficoltà nell’area dell’attaccamento.

Obiettivi di questa fase divengono perciò, il consolidamento della nuova rete sociale e delle autonomie acquisite, il rinforzo di un’immagine di sé  che integri le  nuove esperienze e consenta l’elaborazione graduale della separazione dalla struttura residenziale nelle sue valenze relazionali e di appartenenza.

Durata: indicativamente, 3 mesi.

  1. FASE MONITORAGGIO POST RESIDENZIALE

Attraverso il lavoro a colloquio e/o in gruppo e la partecipazione alle opportunità di socializzazione offerte dalla struttura (momenti ricreativi e informali) si attua un monitoraggio della gestione dell’autonomia nelle diverse aree e del processo di separazione dalla struttura.

Durata: indicativamente, 3 mesi.

ELEMENTI DI AMMISSIONE

La natura del percorso riabilitativo proposto permette di individuare i seguenti fattori di inclusione o esclusione dal trattamento:

  • Fattori di inclusione:
    • Certificazione di tossicodipendenza, invio da parte di un servizio per le dipendenze;
    • In presenza di comorbilità psichiatrica, condizione di compensazione farmacologia;
    • Possibilità di definire un contratto condiviso;
    • Qualora necessario, collaborazione della rete dei Servizi coinvolti.
  • Fattori di esclusione:
    • condizioni medico sanitarie di carattere prevalentemente assistenzialistico;
    • Comportamenti antisociali gravi;
    • Provvedimenti legali restrittivi che impediscano l’utilizzo degli strumenti terapeutici previsti dal progetto.

STRUMENTI

Colloqui di pre–ingresso: sono finalizzati alla conoscenza diretta dell’ utente e ad una presentazione del servizio. Permettono l’avvio di una relazione e la definizione di un primo contratto (Contratto di accoglienza) che definisce anche  il significato e i termini della valutazione.

Valutazione diagnostica multidimensionale: è un processo condiviso con i servizi invianti, che permette di comprendere le necessità di trattamento della persona e eventualmente, la definizione del percorso terapeutico all’interno del progetto “Maia”, gli obiettivi specifici, le modalità.

Contratto terapeutico personalizzato: è un accordo di “lavoro” tra utente, servizio inviante e CEIS, nel quale vengono definiti i principali obiettivi personali, le modalità, i tempi del trattamento e i reciproci impegni.

Attività ludico-ricreative strutturate all’esterno (cinema, teatro, gite, ecc.): come già esposto nelle aree di intervento, la fruizione, il coinvolgimento o la partecipazione ad attività ludico ricreative svolge un ruolo importante sia nella scoperta di interessi, di nuovi modi di stare con gli altri e di investire il tempo, sia di sperimentare proprie risorse e/o punti di crescita. Queste attività vanno a costituire uno degli aspetti fondamentali della proposta riabilitativa.

Lavoro educativo nella quotidianità con le utenti: la residenzialità consente di trasformare il lavoro educativo quotidiano con le utenti in uno strumento terapeutico in quanto consente di significare diversamente gli atti quotidiani, di migliorare la relazione riflettendo su quanto accade e sugli stimoli che scaturiscono dall’incontro con gli altri, imparare a gestire adeguatamente le necessità quotidiane, a organizzare spazi e momenti condivisi e imparare progressivamente a gestire ambiti di autonomia. La presenza continua di un operatore con funzioni educativa fornisce inoltre un modellamento e  una funzione di mediazione.

Psicoterapia: di gruppo o, dove non possibile, individuale, ha lo scopo di sostenere la persona nelle opportunità evolutive fornite dalla quotidianità residenziale nonché aiutarla ad individuare e affrontare scelte di vita funzionali ad un migliore equilibrio personale e relazionale.

Colloqui psico-educativi: hanno lo scopo di approfondire le tematiche relative alle aree di intervento, focalizzare e valutare i diversi aspetti di una scelta (problem solving) supportando l’esame di realtà, fornire  rinforzo all’utente negli aspetti di successo, monitorare l’andamento del percorso.

Osservazione tossicologica: funzionale al monitoraggio delle condotte tossicomaniche e alla verifica dei livelli di autonomia sperimentati, permette di registrare i momenti di fragilità, fornendo al contempo materiale utile alla elaborazione delle scelte individuali operate nel percorso riabilitativo.

Seminari formativi tematici (sessualità, contraccezione, genitorialità, diritti e doveri…): l’incontro con esperti e specialisti delle varie dimensioni coinvolte nel processo riabilitativo permette un miglioramento delle competenze individuali e fornisce quegli strumenti utili all’attivazione di condotte più funzionali al mantenimento della cura di sé e del proprio mondo relazionale.

Laboratori aperti e in collaborazione con altri progetti residenziali e del territorio (cucina, hobbistica ecc.):  la sperimentazione delle proprie abilità, il confronto con le esperienze e gli strumenti dell’altro, la condivisione delle risorse e delle criticità, sono pensate come opportunità di crescita nel percorso di rinnovamento dell’identità individuale, nella dimensione di inclusione sociale e di riscoperta del diritto di cittadinanza.

Attività occupazionali e di riabilitazione lavorativa: attraverso percorsi personalizzati di valutazione, sperimentazione e monitoraggio delle capacità occupazionali e lavorative in collaborazione con le coop. del territorio, la coop. Erga, il Centro Provinciale per l’Impiego e le varie opportunità formative del territorio, si fornisce all’utente la possibilità di riattivare le proprie risorse, progettare percorsi di miglioramento della propria condizione lavorativa, consolidando al contempo l’autonomizzazione economica ed importanti elementi identitari.

Equipe integrata : lo strumento operativo del Centro Polifunzionale, viene arricchita dalla integrazione del contributo di quei servizi del territorio coinvolti nella presa in carico.

Gruppo psico-educativo settimanale integrato (CPF + MAIA): nel confronto delle esperienze che scaturiscono dalla convivenza con le persone con cui l’utente condivide il percorso, alla luce delle risorse individuali e degli obbiettivi personali definiti, viene sperimentata una modalità relazionale in cui agli elementi di condivisione e sostegno rispetto le criticità, viene fornita anche la possibilità sperimentare una differente socialità fra pari.

Gruppo gestionale settimanale: pianificazione delle attività personali, previsione dei bisogni economici, strutturazione del tempo, confronto sul bilancio fra bisogni ed opportunità; questo strumento offre all’utenza la possibilità di un miglior consolidamento del lavoro sulla  responsabilità delle proprie scelte di vita.

FIGURE PROFESSIONALI

L’implementazione del “Progetto Maia”, assecondando i criteri operativi del percorso progettato e facendo riferimento al quadro legislativo dell’Accreditamento Regionale, prevede l’impiego delle seguenti professionalità:

consulente psichiatra, psicoterapeuta, psicologo, educatore, infermiera, operatore O.S.S. .

LOGISTICA

Si utilizzano, presso la sede di Via Sant’Artemio 16/a - Treviso, i locali precedentemente destinati all’utenza maschile, denominati “Casa Piccola”; tale parte della struttura ha il vantaggio di essere integrata ai locali del Centro Polifunzionale, permettendo così agevole monitoraggio delle attività in essa svolte.

Dotata di 3 stanze di varia capienza (utile a gestire in maniera flessibile le esigenze dell’utenza), possiede bagno e cucina separati. In questa fase si sono avviati semplici lavori di personalizzazione della struttura poiché i locali risultano funzionali ed in buono stato. La quotidianità  è supervisionata dall’operatore di giornata mentre i momenti di condivisione (pasti e gruppo specifico) sono svolti e monitorati dalle specifiche figure professionali strutturate.

Tale ubicazione permette l’utilizzo delle medesime risorse del Centro Polifunzionale sia in sede (in termini di locali dispensa, magazzini e relativi strumenti), sia sul territorio (in termini di prossimità al  centro città e alle sue opportunità ricreativo/occupazionali).